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BORGO SAN DALMAZZO (Cuneo)

Creato dalle autorità naziste il 18 settembre 1943 nella ex caserma degli alpini a Borgo San Dalmazzo (Cuneo), questo campo funzionò fino al febbraio 1944. In esso vennero internate alcune centinaia di ebrei profughi di varie nazionalità, che dopo l’8 settembre avevano seguito in Italia la IV armata al rientro dalla Francia meridionale, nell’illusione di poter sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi, e alcune decine di ebrei piemontesi. Il 21 novembre 1943, mentre gli ebrei italiani vennero rilasciati, tutti gli ebrei stranieri profughi (329 persone) via Drancy (campo di transito vicino a Parigi) furono deportati ad Auschwitz dove 311 furono uccisi. 

Dal 9 dicembre 1943, il campo divenne uno dei campi provinciali per ebrei sotto la giurisdizione della questura di Cuneo. Sulla scorta dell’Ordinanza del ministro degli interni della RSI Guido Buffarini Guidi del 30 novembre 1943, procedette ad arrestare e internare nel campo poco 26 ebrei. Il 15 febbraio 1944 anch’essi furono deportati ad Auschwitz. Sopravvissero solo in due.

BOLZANO

Ubicato nei magazzini del 5° Reggimento del Genio nel quartiere di Gries, questo campo che si trovava sotto la diretta amministrazione del Reich (Zona di operazione delle Prealpi) funzionò a partire dall’estate 1944, dopo la chiusura di Fossoli. Nei mesi della sua attività, conclusa alla fine della guerra il 3 maggio 1945, furono deportate a Bolzano circa 11 mila persone, con un numero di presenze crescente nell’ultima fase del conflitto. Fu un campo di transito per i deportati ebrei e politici, ma anche un luogo di detenzione di prigionieri destinati al lavoro coatto, oltre che sede di uccisioni e torture. 

RISIERA DI SAN SABBA (Trieste)

Data l’importanza strategica di Trieste nell’ambito della Zona di Operazioni del Litorale Adriatico, direttamente governata dai nazisti, fu necessario allestire un Polizeihaftlager (campo di detenzione e di polizia). La struttura ebbe più funzioni: campo di transito per prigionieri politici (verso Dachau, Buchenwald, Mauthausen) ed ebrei (verso Auschwitz e poi Bergen Belsen); luogo di eliminazione per ostaggi, partigiani, detenuti politici italiani, sloveni, croati e, in minima parte, anche per ebrei; sito di stoccaggio dei beni razziati alle comunità ebraiche del Litorale Adriatico. Ai primi di aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio per l’eliminazione dei cadaveri delle vittime barbaramente uccise.