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La “riconquista” della Libia (1922-1931) 

Il regime fascista fin dall’inizio diede un forte impulso alla rioccupazione dei territori libici. Per circa dieci anni porta avanti una feroce guerra contro la resistenza araba, in particolare in Cirenaica dove migliaia di persone muoiono per le cause dirette e indirette delle deportazioni nei campi di concentramento. 

L’espansionismo in Somalia (1925-1928)

Il governatore fascista Cesare De Vecchi scatena una dura azione militare per il controllo totale della Somalia. Dal 1° ottobre 1925 al 6 novembre del 1927, inaudite violenze sono commesse anche dai “civili” concessionari contro le popolazioni locali. 

Un Impero per il fascismo: l’aggressione all’Etiopia (1935-1941)

La guerra contro l’Etiopia rappresenta il culmine della politica coloniale del fascismo. Con il motto “Vendicare Adua” Mussolini diede alla guerra un carattere moderno e di massa. L’ultimo stato indipendente dell’Africa viene vinto, ma non interamente conquistato, con l’uso dei gas, con la mobilitazione di mezzo milione di uomini e con l’impiego di ingenti risorse economiche. 

L’intervento nella guerra civile spagnola (1936-1939)

È Mussolini a gestire in prima persona la partecipazione italiana alla guerra di Spagna. Malgrado l’intervento non goda di un grande consenso popolare, il Duce invia 50.000 uomini, armi e massicci aiuti al generale golpista Francisco Franco. Le truppe fasciste si scontrano con gli antifascisti italiani andati in Spagna a combattere al fianco delle Brigate internazionali per difendere la Repubblica. 

L’invasione dell’Albania (1939-1943)

Con una breve campagna militare (7-9 aprile 1939) l’Albania viene invasa e annessa all’Italia come regno indipendente. Durante la II Guerra mondiale viene utilizzata come base strategica per le operazioni militari nei Balcani e vi vengono istituiti una decina di campi di concentramento per internarci soprattutto ostaggi e ribelli montenegrini.  

Francia: la “pugnalata alla schiena” (1940-1943)

Il 10 giugno 1940 l’Italia entra in guerra al fianco della Germania nazista mentre la Francia oramai è prossima alla capitolazione. Il 17 giugno i francesi chiedono un armistizio e, in maniera poco eroica, sono annessi all’Italia i territori per circa una trentina di chilometri dal confine occidentale italiano. Il 12 novembre 1942, sono occupati la Corsica e otto dipartimenti della Francia sudorientale. 

“Spezzeremo le reni alla Grecia” (1940-1943)

L’irrazionale attacco alla Grecia dell’ottobre 1940 produsse una delle più catastrofiche sconfitte militari dell’esercito italiano. Nell’aprile 1941, solo grazie all’intervento tedesco, le forze dell’Asse riescono ad invadere e sconfiggere la Grecia. L’occupazione porta ad una disastrosa crisi alimentare con gravi conseguenze per la società greca. Il sistema repressivo si sviluppa lentamente con l’istituzione di campi di internamento, sia in Grecia che in Italia, dove sono reclusi i civili ritenuti per vari motivi pericolosi. 

Contro la Gran Bretagna: “perfida Albione” (1940-1943)

Durante la II Guerra mondiale la regia aeronautica partecipa al fianco di quella nazista ai bombardamenti sull’Inghilterra. L’esercito italiano si scontra con quello inglese e con la resistenza etiope in Africa Orientale, dove viene sconfitto nel novembre del 1941. In Libia, dopo diverse offensive e controffensive, gli italiani sono definitivamente costretti a ritirarsi dopo la battaglia di Al Alamein nel novembre del 1942. 

La dura occupazione della Jugoslavia (1941-1943)

Il 6 aprile 1941 senza dichiarazione di guerra l’Italia fascista invade la Jugoslavia al fianco della Germania nazista. Nei territori annessi e occupati il regime fascista reprime duramente la popolazione locale e diversi crimini di guerra sono commessi dai militari italiani. Migliaia di civili sono internati nei campi di concentramento istituiti sia in territorio slavo che in quello italiano.  

La campagna di Russia (1941-1943)

Il 22 giugno 1941 Mussolini conferma a Hitler la partecipazione italiana all’operazione Barbarossa contro l’Unione Sovietica. Il Corpo di spedizione italiano in Russia, composto da 58.000 uomini, partecipa alla campagna fino al 1942 quando viene riunito insieme ad altri due corpi d’armata (oltre 13.000 uomini) sotto l’8 armata (ARMIR). Il ricordo della drammatica ritirata dell’inverno ’42-’43 ha completamente cancellato la cruda realtà della guerra d’occupazione a fianco dei tedeschi.