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“Picchiavano e uccidevano quotidianamente. Porto sul collo e sulla mano i segni dei coltelli degli ustascia. Ho conosciuto ebrei come me, croati e serbi antifascisti, cechi, musulmani. I rom li portavano direttamente alla morte. Le loro vite valevano per gli ustascia ancora meno delle nostre”

Il campo di concentramento di Jasenovac, sulla sponda sinistra del fiume Sava in Croazia, attivo tra il 1941 e il 1945 è stato luogo di eliminazione di ebrei, rom, serbi, musulmani, oppositori del regime ustascia di Ante Pavelic, nato il 10 aprile del 1941 con il sostegno della Germania nazista e dell’Italia fascista. La Repubblica Indipendente di Croazia si estendeva per gran parte dell’attuale territorio della Croazia fino alla Bosnia Erzegovina e parte della Serbia. In quel campo il conteggio delle vittime è complesso, perché gran parte dei documenti sono stati distrutti, ma le stime giungono a circa 100.000 persone eliminate e di queste, circa 8000 erano bambini. Jasenovac è stato il terzo campo per dimensioni della seconda guerra mondiale, dopo Auschwitz e Buchenwald.