Seleziona una pagina

Nessun leader politico ha goduto del favore del proprio popolo come Hitler. La sua popolarità va ricercata nella costruzione della sua immagine che fece leva sulle speranze, sulle paure e sulle percezioni presenti nella società tedesca. I nazisti utilizzarono efficacemente le nuove tecniche di propaganda con le quali costruirono il culto del Fürher “simbolo della nazione”. Il suo “mito” va cercato più tra coloro “che lo hanno adorato piuttosto che nel leader stesso” e poté attecchire facilmente anche perché fondato su pregiudizi, fobie e opinioni già presenti nella società tedesca.

Dall’assunzione del potere nel 1933 l’ammirazione per Hitler crebbe fino a raggiungere il massimo della popolarità con nove tedeschi su dieci che si dichiaravano suoi “sostenitori e fedeli al Führer”. Il consenso di massa e la popolarità goduta da Hitler costituiscono un formidabile elemento di aggregazione per il sistema di governo nazista. A far crescere la sua enorme popolarità, oltre gli aspetti ideologici ed economici, è il modo con il quale è stata costruita la sua immagine, grazie anche alle nuove tecniche propagandistiche e come questa è stata recepita. La costruzione del “mito di Hitler” è stata funzionale sia per contrastare le forze centrifughe all’interno dello stesso movimento nazista, sia per creare un solido consenso di massa per le politiche che si identificavano con il Führer. Come molti storici hanno fatto notare, che l’immagine “eroica” di Hitler è “al contempo un’immagine creata dalle masse e un’immagine loro imposta”.

Quando alla fine del 1941 il potere nazista raggiunse il suo culmine in Europa, il ministro della propaganda del Terzo Reich Joseph Goebbels dichiarò che il “mito del Führer” era stato il maggior successo raggiunto della propaganda nazista.