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Ilma Ravà-Rietti

Una storia esemplare: dalle leggi razziali ad Auschwitz. Una storia di donne, sole e prese vorticosamente in un meccanismo persecutorio messo in atto dallo stato dal ‘43 e sino alla fine del conflitto. I documenti ci fanno conoscere solo Ilma, l’unica ad avere uno stipendio alla Timo, come si vede dai documenti relativi alla richiesta di essere riammessa nell’azienda e ottenere la discriminazione. Le tre donne vivono quindi affittando camere e lei andrà a servizio presso famiglie.

Vivono nei locali retrostanti il Tempio. Il padre di Beatrice, Serse, ne era il custode. Il fratello Gino, informato da un antifascista degli arresti dei primi di dicembre avvisa la sorella e le nipoti che però non si nasconderanno: non sanno dove andare. Poliziotti italiani (di cui abbiamo nomi e cognomi) e tedeschi della Feld procedono all’arresto, le porteranno prima in carcere poi campo provinciale indi Fossoli e Birkenau.

La sua biografia e la loro storia sono paradigmatiche del passaggio dalla persecuzione e esclusione razzista al piano inclinato della deportazione.

Le numerose foto di famiglia  solo nel 2015 sono ritornate alla luce.

Ilma Reietti, Beatrice Ravà e Iole Reietti

https://www.ilfuturononsicancella.it/pietre-dinciampo/beatrice-rava-ilma-iole-rietti