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Nacht und Nebel, niemand gleich” (Notte e Nebbia, non c’è più nessuno). Citando un passaggio dell’opera di Richard Wagner “L’oro del Reno” Adolf Hitler indica la sorte riservata agli oppositori del Reich nazionalsocialista catturati dalle forze armate tedesche nei territori occupati. 

Le disposizioni operative per stroncare ogni resistenza, vera o presunta, nei paesi occupati sono elencate da Hitler in un decreto emanato il 7 dicembre 1941 e firmato dal generale Wilhelm Keitel, capo dello Stato maggiore dell’esercito tedesco (OKW, Oberkommando der Wehrmacht). Il documento formalmente si intitola Richtlinien für die Verfolgung von Straftaten gegen das Reich oder die Besatzungsmacht in den besetzten Gebieten (Direttive per la repressione dei reati commessi contro il Reich o contro le forze di occupazione nei territori occupati), ma passa alla storia come Nacht und Nebel, espressione utilizzata dallo stesso Führer per indicare la sorte riservata al nemico.

Secondo tali direttive, subito dopo l’arresto gli oppositori possono essere condannati alla pena capitale da una corte marziale, oppure devono sparire in assoluto segreto, senza che nessuno abbia possibilità di conoscerne il luogo di detenzione o l’eventuale morte: devono sparire “nella notte e nella nebbia”.

Il decreto Notte e Nebbia è il documento che pone le basi per la deportazione nei Konzentrationslager di migliaia di donne e uomini catturati nei paesi occupati, molti di loro muoiono prima della liberazione per le dure condizioni di vita e di lavoro che sono costretti a subire.

Nel dopoguerra il decreto è giudicato contrario alle disposizioni della Convenzione di Ginevra e viene inserito tra i principali capi d’accusa a carico degli imputati durante il Processo di Norimberga.