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Prima della razzia. La vita grama del venditore ambulante Abramo Ajò

Lettera di Abramo Ajò, venditore ambulante, indirizzata alla Comunità ebraica romana per essere esonerato dal pagamento delle «tasse israelitiche», datata 10 agosto 1934

lettera di Ajò Abramo, venditore ambulante, indirizzata alla Presidenza della Comunità ebraica romana per essere esonerato dal pagamento delle «tasse israelitiche», dopo aver subito il ritiro della licenza come venditore ambulante e il pignoramento dei mobili di casa, datata 6 maggio 1941

La fine

Abramo Ajò, figlio di Salomone e Rachele Livoli, era nato a Roma il 26 marzo 1885. Fu arrestato nella razzia del 16 ottobre 1943 e deportato nel campo di sterminio di Auschwitz. Non è sopravvissuto alla Shoah. Insieme con lui furono deportati e trovarono la morte anche la moglie Speranza Livoli (1888-1943) e il figlio Pacifico (1922-?).

Fonti

S.H. Antonucci, Le fonti documentarie sul 16 ottobre 1943 conservate nell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma (ASCER), Atti del Convegno Internazionale organizzato dalla Comunità Ebraica di Roma e dall’Istituto Germanico di Roma presso l’Istituto Germanico, 17 ottobre 2013 

(https://www.academia.edu/27951060/)

CDEC-Digital Library, ad nomen: http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/detail/person-30/ajo-abramo.html