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“Buttati giù zingaro!” JOHANN TROLLMANN – RUKELI – IL CAMPIONE DI BOXE

Johann Trollmann nasce nel 1927 ed è un pugile sinto di cittadinanza tedesca. In lingua sinta si chiama Rukeli, “l’albero”, per il suo fisico possente ed i suoi movimenti sinuosi. Il 9 giugno 1933, Trollmann sale sul ring per la cintura dei pesi medi contro Adolf Witt, l’uno “zingaro”, l’altro ariano. Johann mette al tappeto l’ariano in appena sei riprese, ma la federazione pugilistica tedesca gli sottrae il titolo rifiutandosi di veder trionfare uno “zingaro”. Deportato a Neuengamme, Tull Harder, il centravanti dell’Amburgo che aveva aderito alle SS riconobbe Rukeli tra i prigionieri del campo e lo costringe a combattere contro uno dei più feroci kapò del lager, di fronte alle SS ed agli altri prigionieri. Johann mette al tappeto l’avversario. Tre giorni dopo, un colpo di pistola pone fine alla vita del campione di boxe. La cintura dei pesi medi che gli era stata sottratta, è stata restituita alla famiglia nel 2003.

KARL STOJKA 

“Mio fratello Ossi non era un criminale, era un semplice bambino Rom”

Karl Stojka è il quarto di sei figli di una famiglia sinta cattolica dell’Austria. Alla fine del 1941, il padre di Karl Stojka è stato assassinato nel campo di concentramento di Dachau, in seguito la sua famiglia è stata deportata in altri campi di concentramento. Quando aveva undici anni, Karl è arrestato e portato nel campo di concentramento di Auschwitz Birkenau. È poi trasferito a Flossenburg e liberato vicino a Roetz, in Germania, dalle truppe americane, il 24 aprile 1945. Suo fratello Ossi, il più piccolo della famiglia,  è morto il 18 maggio 1944 a causa del tifo e della fame. Dopo la guerra, Karl è tornato a vivere a Vienna.

OTTO ROSENBERG

“Sono arrivato con un treno cui erano stati aggiunti, durante il viaggio, altri vagoni. La selezione dei prigionieri venne fatta subito. Dal campo principale di Auschwitz, insieme ad altri prigionieri, fummo condotti a Birkenau. Quell’area era detta lo Zigeunerlager, cioè il “campo degli zingari”. ci fecero tirare su le maniche ed un polacco di nome Bogdan con una specie di penna stilografica ci tatuò un numero sul braccio. Il mio era Z 6084.”