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I deportati dei KZ vengono più volte esaminati da presunte commissioni mediche che ne valutano le capacità lavorative. Le selezioni hanno una cadenza variabile e si dedica poco tempo per giudicare ciascun detenuto. Con uno sguardo e in pochi secondi si separano gli abili al lavoro dagli inabili, che sono destinati alla morte. 

Nel 1941 il Reichsführer delle SS Heinrich Himmler si adopera per ottimizzare lo sfruttamento dei deportati in funzione di una maggiore produttività dei KZ e prevede una soluzione radicale: lo sterminio sistematico dei prigionieri gravemente malati, disabili, invalidi o comunque ritenuti non più in grado di lavorare.

Il progetto viene denominato 14f13 e affidato agli esperti del Programma eutanasia (Aktion T4), che conoscono il funzionamento di un meccanismo già operativo e hanno all’attivo migliaia di uccisioni di disabili. Inoltre, la possibilità di sfruttare i “Centri di eutanasia” per portare a termine le esecuzioni permette di evitare omicidi di massa nei KZ e prevenire di conseguenza eventuali rivolte nei lager.

L’operazione è uno degli effetti dell’acuirsi della violenza nazista nel corso della Seconda guerra mondiale, che giunse fino alla scelta di risolvere con l’omicidio ogni eventuale “problema”: dall’opposizione politica alla malattia, dalla questione razziale alla cosiddetta asocialità.

Fin dagli esordi il programma 14f13 è estremamente organizzato. In un primo periodo, tra il 1941 e il 1943, il progetto viene gestito dai medici dell’Aktion T4, che si spostano tra i principali KZ per selezionare quelli che secondo loro sono i deportati non abili al lavoro. Una volta sul posto esaminano velocemente i documenti di ciascun deportato, compilano un modulo prestampato, danno una rapida occhiata ai pazienti. Successivamente inviano i moduli compilati ai loro superiori a Berlino, negli uffici situati in Tiergartenstrasse 4, che stilano un elenco definitivo di coloro che devono essere uccisi e lo inviano a un “Centro di eutanasia”. A questo punto è lo stesso “Centro di eutanasia” che prende contatto con i singoli KZ per il trasporto delle vittime, che viene organizzato dalle SS. 

I deportati sono eliminati in camere a gas precedentemente utilizzate per l’operazione T4, le loro salme inviate ai forni crematori. 

In una seconda fase, che si sviluppa nel corso del 1944, le selezioni sono eseguite dal personale dei KZ. Senza commissioni mediche esterne la procedura diventa ancora più rapida e si conclude, spesso con l’uccisione di coloro che sono considerati non più idonei al lavoro, direttamente nel lager dove si trovano o con il loro trasferimento in campi che hanno delle camere a gas.